Mazzano Romano. Incontro con Massimo Sestili per la presentazione del suo ultimo libro
sabato, 17 dicembre 2011
VENERDI’ 23 DICEMBRE alle ore 17,00 presso la Sala della Biblioteca comunale di Mazzano Romano l’amico Massimo Sestili presenterà il suo ultimo libro, la cui copertina è riprodotta qui a fianco, in distribuzione in questi giorni nelle librerie di maggiore diffusione. “L’affaire Dreyfus”, il pamphlet del rande romanziere francese Emile Zola, che ha rappresentato l’atto di nascita dell’impegno intellettuale a sostegno di una causa giusta, una battaglia contro un evidente caso di antisemitismo, e quindi contro il pregiudizio, la calunnia e le falsità. Il libro, che si pregia della prefazione di Roberto Saviano, ha avuto un’ottima accoglienza dalla critica (Gianni Riotta, David Bidussa, Federica Marta Carola Bruni,
Michele Lupo). Di quest’ultimo riprendo la breve sintesi introduttiva che condensa in quattro righe la vicenda giudiziaria e politica che ha suscitato lo sdegno dello scrittore ed ha ispirato il suo intervento di intelluttuale.
“L’affaire Dreyfus”. Tutti sanno di cosa si tratta, grosso modo. Un ufficiale francese, ebreo, nel 1894 fu accusato di aver rivelato segreti militari agli odiati tedeschi. Il processo a suo carico fu di quelli sbrigativi; la macchina antisemita era in pieno lavoro anche nella Francia di solide tradizioni illuministiche. Alfred Dreyfus fu condannato alla deportazione a vita in un’isola della Guyana francese.
Non fosse stato per Émile Zola e qualche altro intellettuale militante coevo, di questa storia ora non sapremmo granché. La storia nella storia è quella dello scontro culturale – e latamente politico – che ne derivò, e del quale l’autore de “L’assommoir” fu il protagonista principale. A tal proposito, per lo più viene citato il celebre J’accuse, l’articolo del 13 gennaio 1898 che Zola fece uscire sul giornale “L’Aurore” – requisitoria durissima indirizzata al presidente della repubblica Félix Faure, in cui si scagliò contro i militari e il Consiglio di guerra che avevano condannato l’ufficiale in tutta evidenza innocente, appoggiandosi a una “stampa immonda” e “a tutta la feccia di Parigi” per orientare l’opinione pubblica e costruire il mostro. Ebreo, va da sé.”
Massimo Sestili (che peraltro è anche coautore di questo Blog) sarà lieto di incontrare gli amici e i lettori.
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